
Quello che non ti aspetti: borsa OPocket
Posted On: 2015-02-10
Come descrivereste l’accessorio perfetto per voi? Pensate a orologi, borse, braccialetti od occhiali da sole. Niente di meglio di qualcosa di divertente, colorato e originale. Ma dovrebbe anche essere di facile utilizzo e perfetto per la vostra routine giornaliera. È sempre la stessa, vecchia storia: volete qualcosa di unico ma non volete sacrificare il comfort. State cercando qualcosa di eccitante, ma dev’essere creato intorno a voi, perché cambiare il vostro stile unico, così pulito e semplice, è qualcosa di inaccettabile. Se sapete riconoscervi in questa rapida descrizione, allora state cercando FullSpot, un giovane marchio italiano specializzato in accessori alla portata di tutti e altamente personalizzabili. Iniziando da un’unica collezione di orologi di gomma (disponibili in 1200 combinazioni di colore), hanno allargato la loro produzione con braccialetti da nonne stampati in plastica fluorescente, occhiali da sole e, soprattutto, borse.
Borse lisce, borse con pellicce, borse da passeggero. Una collezione molto ricca, dove ognuna possa trovare l’oggetto adatto a lei. E, fra tutte quelle proposte, non potete perdervi la fantastica OPocket. Una piccola, confortevole e versatile borsa con un sistema d’apertura veramente peculiare. Come potete notare dalle immagini, il corpo della borsa è fatto di gomma, una scelta molto pratica, ma un po’ troppo “audace” per alcune persone.
Dunque niente di meglio che giocare con la differenza tra il materiale che vi aspettereste di trovare in questo tipo di articolo e quello scelto dai designer di FullSpot. Dunque questo fu il nostro compito: studiare un tessuto intrecciato realistico, perfetto da poter essere stampato in… colori totalmente innaturali. Simulare materiali naturali è una sfida abbastanza stimolante, ma anche un po’ pericolosa. Siete molto vicini a qualcosa che molte persone definirebbero come kitsch o semplicemente “brutto”. La scelta di giocare con le aspettative invece è sempre una soluzione arguta, perché consente di raggiungere grandi risultati piegando le cose alla nostra volontà. Sappiamo che la visione sinestetica dell’arte è qualcosa di simile al peccato mortale nella teoria tradizionale del design ma, grazie a pionieri come Alessandro Mendini, ora possiamo giocare di più con la creatività e il limite di ciò che è comunemente chiamato “buon gusto” (ammesso che questa divisione abbia ancora senso nel 2015).
Dunque noi studiamo alcune trame interconnesse e scegliamo la più adatta per la OBag, così da poterla poi scolpire digitalmente. Scegliamo di andare in full digital (senza lo scan 3D di un tessuto reale) perché non abbiamo bisogno di tonnellate di particolari, ma solo il soffice e naturale tocco della trama. Come già saprete dai nostri precedenti articoli, ogni progetto ha un suo percorso. In questo caso è meglio tenere un buono spazio di manovra, perché non si può mai sapere se i designer FullSpot valuteranno il tessuto troppo serio o, al contrario, troppo infantile. E in casi come questi saprete dove mettere le mani solo se il tessuto è disegnato da voi stessi dall’inizio alla fine. Ci dispiace, amici, ma non c’è via di fuga.